× Ritorna la 49^ edizione della 100km del Passatore - 25-26 maggio 2024
Laura Ligia: Dai 100m in pista ai 100km del Passatore nello stesso mese - 100 KM del Passatore | Firenze - Faenza

Laura Ligia: Dai 100m in pista ai 100km del Passatore nello stesso mese

Laura Ligia: Dai 100m in pista ai 100km del Passatore nello stesso mese

Mi concentro sulla gara e l’assaporo in tutto il suo fascino

La pratica di uno sport aiuta a organizzarsi, a definire priorità, obiettivi, sogni e a pianificare allenamenti mirati focalizzandosi per quello che si intende fare, che sia una gara di 100 metri o di 100km non c’è differenza bisogna capire come allenarsi e quale approccio utilizzare prima e durante la gara per assaporarne il massimo e raccogliere risultati a fine gara.
Di seguito, Laura racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso nello sport? I primi passi nell’atletica su una lunga e fiammante pista rossa, li ho mossi a 6 anni nel Centro Sportivo dell’Esercito presso la Cecchignola. Percorso breve che si è dovuto interrompere per un netto diniego alla attività agonistica per una patologia cardiaca congenita. Addio sogni di gloria.

Nella vita ci sono prove da affrontare e imprevisti che possono mettere a dura prova ma stimolano a tirare fuori altre risorse, caratteristiche, capacità qualità per organizzarsi trovando passioni alternative da coltivare e portare avanti.
Quando ti sei sentita campionessa nello sport? Poco dopo la pandemia, verso dicembre 2020 ero decisa a riprendere la mia unica passione, la corsa e aumentare i km che da 5km erano in pochi gg arrivati a 10km. Poi l’idea di simulare una halfmarathon in virtuale il 1° maggio 2021…Ricordo l’agitazione e i dubbi. Riuscirò? Dopo crisi superate con i denti stretti ho sentito una voce che scandiva i 20 km appena percorsi… Le lacrime di gioia e l’emozione di sentirmi campionessa di me stessa… Con un sorriso incredulo e fiero ho concluso la mia prima mezza maratona in solitaria.

Ci sono sempre prove e obiettivi che stimolano ad allenarsi e mettersi in gioco per testarsi e capire quanto si è migliorati e a che punto si è in un percorso atletico sportivo. Ogni meta è un nuovo punto di partenza per fare meglio e di più e per continuare a coltivare passioni come la corsa.
Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? La mia forza è il piacere e la voglia di correre, pura gioia; il movente è la motivazione.
Quale tua esperienza passata ti rende più̀ sicura di potercela fare? La maratona di Roma 19 settembre 2021, la mia prima gara in assoluto dopo un certificato medico tanto agognato, è la gara regina della mia vita. Ero una semplice runner che voleva solo correre e ho conquistato il nome di Maratoneta in ore 4h56miniti in una delle Maratone più belle del mondo.

La maratona risulta essere un grande obiettivo per un runner, ci si arriva a ste, in genere, gare dopo gara dalle 10km alle mezze maratone e poi il grande salto in una maratona e a Roma tutto è più spettacolare per il passaggio in luoghi storici e artistici, una gara insieme a tanti altri runner, amici e non, con tante persone lungo il percorso a motivare e applaudire.
Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? L’etichetta di Matta per la corsa è spesso utilizzata un po’ da tutti. I colleghi spesso mi guardano come un essere anormale, zaino e scarpe sempre dietro, per cambi d’abito fugaci per correre anche nelle pause pranzo. In famiglia due dei miei figli si stanno timidamente incuriosendo al mondo della corsa. Direi ottima conquista per una mamma Runner.

In genere l’atleta è sempre pronto a sfruttare tempi e spazi per allenarsi e con sé spesso ha l’attrezzatura adatta per potersi cambiare e fare un’oretta di corsa per non perdere il vizio, per sentirsi bene, per sentirsi allenato.
Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro della tua attività sportiva? Avendo molti impegni da mamma lavoratrice e avendo disponibilità di tempo limitata mi capita spesso di correre e poi andare a scuola a prendere i figli in fase di chiusura allenamento. Quel giorno ero in ritardo sul tempo di chiusura allenamento, ma la figlia più piccola era prossima all’uscita da scuola. Sono entrata nel cortile della scuola correndo e urlando: Pista Pista…Mia figlia vedendomi arrivare, urlò alla maestra: eccola mamma è quella che corre come una pazza🤣
Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? Determinazione e spensieratezza. Amo la corsa, sono una amatoriale della corsa e come tale faccio tutto ciò che mi piace anche passare dai 100m in pista ai 100km del Passatore nello stesso mese.

Se c’è passione e motivazione, si riesce a organizzarsi e incastrare sedute di allenamenti e gare che siano di 100 metri o 100km tutto si può fare.
Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? Cosa e chi ti ostacola? Solo il poco tempo mi ostacola. Rischi non ci sono se sai ascoltare il tuo corpo rispettandolo. Le difficoltà sono il mordente per superarle in corsa.
Per quali aspetti e fasi ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Personalmente non ho mai valutato la figura dello psicologo.
L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più̀ belle? Marzo 2022 Maratona di Roma… Ho avuto l’occasione più gratificante che poteva capitarmi, ho spinto la bike di Sara Vargetto pacer delle ore 4,20. Complicità, sostegno e condivisione hanno reso l’arrivo un traguardo emotivo per tutti Noi. L’esperienza sportiva che Sara ha posto davanti a tutti noi spingitori è un dono prezioso che sarà custodito gelosamente.

Lo sport non è solo fatica, risultati, successo, personal best ma anche condivisione, aggregazione, essere accanto a un altro atleta, anche spingere un altro atleta come più spesso si vede in gara e il vantaggio è sia di chi viene spinto che riesce a partecipare a manifestazioni sportive allegramente, felicemente e resilientemente e sia degli spingitori che sentono di fare qualcosa per l’altro, opportunità che arricchisce dentro.
La tua situazione sportiva più̀ difficile? Durante la maratombola il 19 dicembre 2021, ho sottovalutato la gara, credendo di poterla finire come le altre 2, invece la mia presunzione mi ha portato a doverla correre e camminare con molta sofferenza.
Come hai affrontato, gestito, superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? L’esperienza insegna, ogni gara va affrontata con umiltà, niente è scontato, 42 km di imprevisti e variabili. Credo che il rispetto e l’accettazione dei nostri limiti possa essere la chiave di volta per non arrendersi rivedendo l’approccio alla gara ristabilizzando gli equilibri.
Cosa hai scoperto di te stessa e degli altri nella pratica dello sport? Più che scoprire lati del mio carattere, ho costruito, gara dopo gara il mio essere donna nella società. Ho eliminato il superfluo per dedicarmi alla bellezza profonda dello stare bene con me stessa. La corsa mi ha donato nuovi occhi per vedere… Non c’è più l’apparire per piacere, ma la dedizione per piacersi.

Lo sport consente di centrarsi più su se stessi ma senza perdere di vista l’altro, con la consapevolezza che si apprende a conoscersi, a crescere, a migliorarsi per star bene prima con se stessi e poi con gli altri, aiutandosi e aiutando l’altro.
Quali allenamenti mentali utilizzi? Medito, focalizzo l’obbiettivo e faccio un mantra per alzare il mio stato vitale.

Questo sembra essere un ottimo approccio, lo sport non è solo muscoli, fisico, forza e resistenza ma anche meditazione, focalizzazione, centratura su se stessi e sull’obiettivo da portare a termine senza troppa ansai e senza troppo stress.
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? Dopo la mia prima 100km del Passatore, sogno realizzato il 22 maggio 2022, gli obbiettivi sono proiettati verso le ultra maratone, magari ammirando panorami da molto in alto. Faccio parte di una squadra femminile La Sbarra che sarà impegnata nei CDS regionali… L’unione fa sempre la forza e il divertimento è assicurato, magari sarò in pista tra qualche giorno tentando di migliorare il tempo sui 100mt e 200mt.

È importante avere sempre ampie vedute e non restringere il campo di azione, belle le ultramaratone per le sensazioni ed emozioni che si sperimentano per non parlare dei paesaggi che si attraversano percorrendo tantissimi chilometri ma è anche bello il gioco di squadra, far parte di un team di donne che si impegnano per raggiungere risultanti sfidanti di squadra in piste di atletica.
Quale domanda avrei dovuto farti? Cosa provi vedendo l’arrivo? Voglia di continuare.
Come vivi il pre-gara, la gara e il post-gara? Non ho agitazione, mi concentro sulla gara e l’assaporo in tutto il suo fascino. Lo start è un lungo percorso in cui la mia mente e il mio corpo sono complici. Il dopo gara è esaltante mi pone sempre nel cercare la gara successiva.

In effetti prima della gara del Passatore, ho visto Lura serena, senza stress, forse una degli ultimi a ritirare il pettorale e a prepararsi per la partenza.
Quali sono gli ingredienti del successo? Umiltà e determinazione. La volontà dell’essere umano è una risorsa da scoprire ogni giorno.
Cosa diresti a te stessa quando eri più̀ giovane? Oggi dopo il Passatore voglio dire a quella ragazza esonerata dall’attività agonistica che il suo tempo per correre è iniziato e che ha una identità sportiva di cui essere fiera.

È importante crederci sempre, ascoltare consigli e suggerimenti ma decidere il da farsi in contatto con se stessi, osservando e notando propri bisogni ed esigenze da rincorrere mobilitando le energie necessarie.
A quale personaggio ti ispiri? Alle Donne normali, che ogni giorno fanno le loro imprese, che si impegnano a crescere nel migliore dei modi i propri figli per rendere questa società meno superficiale. Credo che noi donne spesso non vediamo, per impegni familiari e lavorativi, il nostro potenziale. Una dedica a Sara Vargetto, adolescente tredicenne che con la sua tenacia e il suo sorrisocontagiosa mi ha cambiato il punto di vista regalandomi emozioni e determinazione che nella 100km ho stretto a me per arrivare in 16 ore fino alla fine. Ti ringrazio per questo viaggio che ho fatto con me stessa attraverso i ricordi.

Una bella storia di donna e di donne che si mettono in gioco con tutte loro stesse, insieme spingendo ed essendo spinte, uno sprona l’altro in uno sport dove si parte, si arriva e si fa un percorse a volte insieme sorridendo alla vita che a volte può essere avversa e imprevista ma bisogna sempre tirare fuori risorse nascoste e il meglio in noi stessi per vivere al meglio comunque.

Matteo SIMONE

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