Quei 100 che ti cambiano per sempre.. di Giulianelli Ivano

Quei 100 che ti cambiano per sempre.. di Giulianelli Ivano

Il Passatore non è una gara.

Il Passatore è un viaggio,e un insieme di emozioni,sensazioni,c’è tutto.

Quando ho deciso di provare questa sfida,sapevo a cosa andavo incontro,sapevo cosa mi avrebbe aspettato da lì a 4 mesi,ma sapevo anche che DOVEVO riuscirci,per me stesso,perchè se hai un sogno devi LOTTARE per raggiungerlo.

A Gennaio,dopo 3 anni che sognavo di farlo,ho deciso di iscrivermi.

L’iscrizione è il primo passo, perchè una volta che la fai,l’obiettivo diventa reale!

Sapevo che avrei dovuto lavorare tanto,ma ci ho messo testa e cuore.

Io che alle spalle avevo solo 3 Maratone ed un’unica Ultra (54 Km Coast to Coast) fatta a Dicembre,sapevo che avrei dovuto dare il 300%,e così è stato.

I numeri prima del viaggio mi diranno che per 4 mesi ho portato a casa più di 100 km a settimana,con albe e tramonti,freddo,pioggia e caldo,perdo 6 kg e rafforzo la mente.

La mente,si,perchè la TESTA farà la differenza e poi vi dirò.

Si parte per Firenze

La mattina di Sabato,mi sveglio presto,ho il treno alle 8,sono emozionato,ho dormito poco,ho un pò di ansia.

Non sono serviti i tanti consigli e rassicurazioni ricevute nei giorni passati da amici e parenti,io sono teso,ma allo stesso tempo,deciso.

Come ho affrontato la preparazione in completa solitudine,non seguendo tabelle se non per l’ultimo mese,ho deciso di affrontare il viaggio da solo,non avrò nessuna assistenza al seguito,ho iniziato da solo e devo finire da solo.

Vi risparmio il giorno prima della partenza,ci ho messo 2 ore per prepararmi  il necessario,ma ci sta!

Arrivo a Firenze alle 11 e mi dirigo a prendere immediatamente il pettorale.

Quest’anno la consegna è alle Cascine,non direttamente in Piazza Duomo.

Arrivato alle Cascine,trovo subito un mare di persone,tanti colori,tutte le età,che emozione!

Mi metto in fila per ritirare,siamo 3300 quest’anno,dopo una buona mezz’ora prendo tutto il necessario.

Pettorale 1383.

Mi allontano dal ritrovo e mi apparto in un angolo di verde,devo concentrarmi.

Comincio a cambiarmi,non riderete se vi dico che ci ho messo tre ore per decidere quale calzoncino mettere,da ciclista?,corto?,me lo cambio alla Colla?

Alla fine deciderò per il ciclista e canotta,e sarà la scelta giusta.

Il tempo è sole e nuvole,potrebbe piovere,ma non importa,una scelta va fatta.

Mentre penso e cerco di rilassarmi,comincio a mangiare,riso e patate lesse,ho 3 ore alla partenza,i tempi sono giusti.

Preparo le due borse,una la lascerò per la Colla intorno al 50°,l’altra all’arrivo.

In quella della Colla metto foulard,manicotti,giacca antivento,maglietta a maniche corte,luce frontale e bracciali catarinfrangenti.

Questo zainetto me lo porterò dietro per gli altri 50,ho tutto il necessario per affrontare la notte.

Mentre vado per consegnare le borse,mi sento chiamare,è Giacomo,un Ultramaratoneta fortissimo,mi ha dato tanti consigli,è un grandissimo,mi abbraccia,mi stringe,mi carica!

Scambio con lui qualche parola,il bello è soprattutto questo,avere amici che condividono la tua stessa passione.

Consegno le borse,ci siamo,andiamo verso Piazza Duomo,mancano 2 ore.

In Piazza le emozioni aumentano

Arrivato in piazza,comincia la DOLCE ATTESA.

Decine di atleti che si riposano,chi seduto,chi sdraiato,chi dorme,chi ride,chi parla,chi resta fermo concentrato.

Io non riesco a mettermi seduto,cammino avanti ed indietro,sono teso,tante emozioni tutte insieme,io,proprio io,sono in mezzo ai Centisti,chi ne ha fatte 2,5 o 10.61018048_10215765997880079_6442104859830255616_o

Ad un’ora dalla gara è un piacere guardarmi intorno e riconoscere tanti amici virtuali,siete proprio come sui social,Giada,Matteo,Anna,Antonella,Marco,Emiliano,Luisa,Cinzia,tantissimi davvero.

Si parte!

Tra una risata e l’altra si parte,comincia l’avventura.

I primi km vanno via tranquilli,siamo tanti,si parla,si scherza,non affondo assolutamente il passo,adesso sono sereno.

Si sale subito,so che i primi 50 saranno così.

Nei primi  km,incontro Doris,Franco,Augusto,un piacere,li saluto,anche questo è il bello.

Qualche sprazzo di pioggia,ma il clima sembra essere giusto.

Ogni 5 km ci sarà un ristoro.

Avevo già deciso di fermarmi sempre per bere e mangiare,devo anticipare,dietro con me non ho portato nulla,non ho neanche un gel,ho deciso così e sarà la scelta vincente.

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Supero Vetta le Croci,mi sento bene,non ho affanni particolari,gli allenamenti in salita sono serviti.

Incontro Veronica e Cinzia,anche lei è al primo Passatore,sta andando alla grande e finirà alla grande,un vero piacere.

Chiamo mia moglie al telefono,la rassicuro,sto bene e tutto fila liscio.

Borgo San Lorenzo gli applausi ed il tifo

Senza affanni particolari arrivo a Borgo San Lorenzo,3:22 di viaggio,mi sento bene,sorrido.

lì trovo Roberto,Dario e Valter,mi incitano,mi battono il cinque,grazie ragazzi!

La tanto temuta salita della Colla

In un batter d’occhio la pendenza aumenta notevolmente,dal 34° al 49° sarà sempre peggio,ci dirigiamo alla Colla.

Comincio a vedere che tutti rallentano,cominciano a camminare,decido di fare lo stesso,non ha senso,penso,ammazzarmi con questa pendenza per guadagnare quanto,dieci minuti col rischio di non finirla?

Un runner mi comincia a parlare di questa salita,lo ascolto,mi fa compagnia.

Corricchio e cammino,sarà la scelta vincente.

Sulla salita della Colla incontro Matteo,che piacere,finalmente lo conosco,è davvero un ragazzo straordinario,scambio con lui qualche battuta,è davvero un grande.

E poi ancora Katia,oggi ci siamo davvero quasi tutti,spettacolo!

Siamo ormai a 5:30 di gara,sta imbrunendo,devo arrivare al cambio prima della notte,devo cambiarmi prima che si abbassi la temperatura.

La Colla,cambio e si riparte

Arrivo alla Colla che si è appena fatto scuro,cerco di recuperare il mio zainetto,c’è il delirio,una confusione micidiale,tra chi corre,chi si cambia,chi si ristora,sono però fortunato,in 10 minuti riesco a riprendere il mio zainetto da spalla.

Metto la maglia sotto la canotta,ho scelto quella della Maratona di Roma,è liscia,non dovrebbe darmi problemi ed irritazioni,tolgo cappellino ed occhiali,metto foulard e luce frontale.

Manicotti,giacca antivento e bracciali catarifrangenti li lascio dentro,se servono,li prenderò in un secondo momento.

Durante il cambio,un runner mi racconta di sè delle sue gare,della salita che è stata tosta,di non spingere adesso anche se è discesa,gli rispondo che voglio gestire e che è importante solo arrivare a Faenza.

Tempo di mangiare un pò di pane e marmellata e via si riparte.

Si scende,ma non esagero

E proprio come mi avevano detto,si comincia a scendere.

La discesa è fluida,ti porta davvero ad affondare,ma non mi faccio tirare in inganno,

ne mancano sempre altri 50,non voglio rovinare tutto.

Scendo fluido,regolare,comincio però ad avvertire un piccolo disturbo sotto lo sterno,forse il cambio di temperatura mi sta dando fastidio,rimango però lucido e cerco di non pensare.Sento anche qualche goccia di pioggia.

Faccio qualche altro km e sembra passare,gambe ok,testa e cuore pure.

Adesso ci sono solo tantissime lucette lungo il percorso,è buio pesto,un’esperienza unica,tra uccellini che ancora cinguettano,rane che gracidano ed il fiume che scorre vicino a me,sembra di essere un pò meno soli.

Ormai so che sarà solo testa da qui alla fine,non devo pensare a quanto manca,perchè il viaggio è ancora lungo,devo godermelo,essere sereno,mi dico,e tutto andrà bene.

Casaglia,poi Marradi

I km vanno via bene,mi sento tranquillo.

Al km 54 a Casaglia,mi dico,ecco,adesso cominciamo a contare al contrario.

Non ho crisi particolari,e le gambe reagiscono bene,in qualche tratto cammino e corro,non è sempre discesa,ci sono anche delle belle salitelle,ma te ne accorgi solo quando vedi le luci delle macchine salire,è notte fonda.

Le persone di quei posti la vera sopresa

Arrivo al km 65,mi fermo al ristoro.

Una ragazza mi fissa e mi dice,tutto bene?

Io le rispondo si tutto ok,lei mi fa,si vede,stai tranquillo,sorridi,arriva in fondo.

Mi avevano parlato della gentilezza e della passione che hanno per il Passatore le persone del posto,ma viverla è diverso,sono davvero ospitali,gentili,umani,sembrano di un’altra epoca.

Sembriamo tutti degli eroi ai loro occhi,ci coccolano,ci confortano,il Passatore è anche questo.

Mi ha sorpreso quella gentilezza spontanea,sono cose che fanno bene al cuore.

Si riparte ma adesso comincia a farsi dura

Si scorre verso l’80°,le gambe sono diventate dure,era normale,sapevo che avrei avuto delle crisi e sento che sta arrivando.

Me ne accorgo perchè il mio passo non è fluido,forse ci vuole dello zucchero,punto al ristoro,ho bisogno di riprendermi.

Arrivo al ristoro dell’85°,prendo pane e nutella,coca cola,acqua,mi fermo 5 minuti,ho bisogno di recuperare le ultime forze che servono ad arrivare in fondo.

Bevo l’ultimo sorso di acqua e provo a ripartire,adesso è crisi profonda.

Mancano 15 km,ma comincio a non averne più.

Cerco di rimanere lucido,penso a tutti i sacrifici che ho fatto,a quando 15 km in allenamento me li divoro,ma qui è diverso,ne ho fatti 85,sorrido e dico 85!! ma ti rendi conto Ivà!

Accendo due minuti il telefono,mi arriva qualche messaggio di amici che mi incitano,mi ricarico e vado dritto verso la mèta.

Quel cartello,quella rotonda,quella statua

Davanti ai miei occhi all’improvviso compare quel cartello tanto sognato “FAENZA”.

Non ci credo,ci sono,mancano 4 km,ci sono davvero.

Il mio Polar segna 97,per chiuderla devo arrivare allora a 101,su distanze così lunghe il gps può aver perso o guadagnato qualcosa,ci sta.

Lungo la strada chiunque,e dico,chiunque,mi batte le mani,mi incita,mi dice che ormai è fatta.

Le gambe vanno da sole.61036170_10216015154563916_5385487448396529664_n

Ormai vedo l’aurora,non è ancora alba,ma sono quasi le 4 di mattina.

Arrivo alla famosa rotonda,nel buio intravedo la STATUA DEL PASSATORE , emozionante,e penso,caro brigante,oggi vinco io.

Due ragazzi si fermano a fare la foto con la statua,io non posso,se mi fermo non riparto più.

Il rettilineo infinito

Km 98.

Mancano solo 2 km,sono distrutto,ma ormai è fatta.

Vi assicuro che a quel punto 2 km sembrano 200.

L’ultimo km,tra applausi,gente che esulta,striscioni,lo faccio col cuore,le gambe mi hanno abbandonato da un pò.

In quei 1000 metri rivedo tutta la mia preparazione,tutto quello che ho fatto e dato,a tutto quello a cui ho rinunciato negli ultimi mesi per essere lì,emozione davvero indescrivibile.

Arrivo a quel traguardo,sono a Faenza,mi guardo intorno,allargo le braccia,foto ricordo,sono un centista,non ci credo ancora,non riesco nemmeno a piangere,ho dato davvero tutto,sono felice,confuso,ho capito la vera essenza della corsa,sono cambiato per sempre.

Grazie PASSATORE,per ora è un arrivederci.

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