“Una medaglia per mia mamma “ di Guastella Gisella

“Una medaglia per mia mamma “ di Guastella Gisella

 

Firenze – Faenza 25/26 maggio 2019

Sono partita… per arrivare…questo è sicuro! Non sapevo in quanto tempo, ma non importava,
volevo fare la mia 100 km e soprattutto arrivare fino alla fine, fiera di me stessa e più forte di prima.
Mi sono iscritta qualche giorno prima della chiusura delle iscrizioni, fino alla fine non sapevo se
potevo allontanarmi da casa, per via della malattia di mia madre….
La mia 100 km, la dedico a mia mamma, una guerriera che sta lottando contro il cancro e che con
la sua grande forza ….è passata da uno “stato terminale” ad uno “stato di rinascita” attraversando
una fase di dolore atroce e tanta fatica, ma anche di accettazione, coraggio e pazienza.
Ho imparato molto da lei ed ho imparato molto dal “cancro”, abbiamo fatto tanta strada in questo
ultimo anno, 1000 volte il Passatore… per esprimere quante emozioni abbiamo e stiamo
attraversando durante questo periodo di lotta: paura, fatica, dolore, sconforto, fiducia, amore,
pienezza, gioia e l’ ESSENZIALE.
La 100 km del Passatore ha rappresentato per me tutto ciò….ed è una grande prova di
RESILIENZA.


Non mi sono mai fermata, mai…neanche quando mia madre era in uno “stato terminale”, non mi
sono mai fermata, neanche dopo aver fatto due mesi di notti in un reparto di oncologia, dove ho
visto morire tante brave persone, giovani e meno giovani, non mi sono mai fermata, ho sempre
trovato il tempo per allenarmi…
L’ allenamento rappresentava per me “la vita”, ciò che “non si ferma”, “il coraggio”…non potevo
abbattermi…dovevo continuare, dovevo lottare insieme a mia madre, il cancro non poteva piegarci
in due…qualsiasi esito avrebbe avuto questo percorso, io volevo rimanere dritta sulle mie gambe,
con i piedi saldi per terra, quei piedi che rappresentano le mie “radici”, la mia famiglia, le mie
origini, i miei valori.
Un paio di mesi prima del Passatore, ho iniziato a correre , per mancanza di tempo iniziai a
correre…e questo mi ha aiutato…l’ ultimo mese poi, ho curato meglio l’ alimentazione…
Nei giorni precedenti alla partenza, ero emozionata…a volte anche preoccupata, in ansia, non
riuscivo a dormire bene …ero un po' sottosopra…ma ho sempre pensato di farcela!
Siamo partiti in 7 con i miei amici dell’ asd Amunì… ed in 7 siamo arrivati!!!
Che bella sensazione… quanta felicità vedere i miei compagni in cammino con me…e poi vederli
arrivare tutti… con i miei occhi pieni di lacrime!
Ho camminato con loro per 70 km … poi il corpo di ciascuno ha iniziato a risentirne… ed ognuno
ha cercato soluzioni adeguate per continuare questo viaggio, seguendo il proprio passo…
Ho camminato gli ultimi 30 km da sola… non ricordo esattamente tutti i momenti passati, cosa
pensavo… ma so che c’ero “ ero presente” ed assorta sul mio cammino, sulla mia vita…
Ho camminato con la mente, con il cuore e con le gambe… con occhi dentro di me… e con occhi
verso i miei compagni … che non avevo più vicino … ma erano con me.
Ognuno di noi, può fare 100 km… se lo si vuole… si può fare ��
E se ti stupisci di ogni cosa, che incontri nel tuo cammino, con occhi da bambino … niente ti ferma!
Le salite non sono solo salite, sono salite con dei tornanti e non sai mai cosa c’è dall’ altra parte, i
tornanti ti aiutano… poiché cambia continuamente lo scenario e la mente ne ha bisogno, quando le
gambe non ti sostengono più, occorre camminare con la mente.

I cancelli non sono solo cancelli, non sono dei limiti, ma ti aiutano a porre un obiettivo che ti
stimola per raggiungere l’obiettivo successivo…fino all’ arrivo.
La pioggia non è stata solo pioggia, ma molto di più… è stata una benedizione, poiché mi ha
aiutato a spezzare e ad affrontare meglio la parte più difficile del cammino, gli ultimi 10 km di
rettilineo, noioso, faticoso e interminabile…con la pioggia tutto è diventato più accettabile, poiché
erano stimoli nuovi per la mente…stimoli forti, che generavano comunque un cambiamento…
freddo, bagnato, vista offuscata dalla pioggia e dalla stanchezza…
E in tutto ciò arrivata al 97 esimo km, alle 7:00 della domenica mattina, quando pensi che tutti gli
italiani, sono al calduccio, sotto le coperte a dormire ancora…vedo una famiglia sotto la pioggia,
con un grande ombrello… un giovane padre, ancora in vestaglia, la figlioletta, insieme alla sua
mamma, che ci aspettano…infreddoliti per offrirci the caldo, biscotti ed una torta appena
sfornata…
Quella non era solo una famiglia, era molto di più…ho pianto a dirotto senza fermarmi fino all’
arrivo, la pioggia si confondeva con le lacrime e le lacrime con la pioggia…così sono arrivata, con
un senso di “pieno” infinito.

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