Dicono di noi…

Dicono di noi…

Corriere dello Sport:

Giorgio Calcaterra al Campionato Italiano 100 km su strada (corrieredellosport.it)

Correre:

Il campionato italiano di 100 km nell’autodromo di Imola – Correre.it

OaSport:

Atletica. La special edition del Campionato Italiano 100 km sabato in diretta su OA Sport dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola – OA Sport

 

Faenzanotizie:

100 km del Passatore: oltre 300 concorrenti, sarà possibile seguire la special edition in diretta streaming – RavennaNotizie.it

Ravenna24Ore

Campionato Italiano 100 km su strada, oltre 300 concorrenti alla special edition – Ravenna24ore.it

Settesere

Podismo, sabato a Imola c’è una 100 Km del Passatore “rivisitata” | SettesereQui

 

RavennaEDintorni

Corrono 100 km da Firenze a Faenza (anche) per raccogliere fondi per i disabili (ravennaedintorni.it)

 

Ravenna Web Tv:

Sono oltre 300 gli iscritti per la 100 km del Passatore valida per i Campionati Italiani – Ravenna Web Tv

Leggi La Notizia:
100 km su strada, edizione speciale all’autodromo di Imola (leggilanotizia.it)

 

SetteSereQui

 

Il Piccolo

Il Piccolo (21/05/2021)

100 km. Un itinerario dalla Tanaccia di Brisighella a Ravenna Per un cammino dantesco che diventa metafora della vita
Corsa, preghiere e… terzine La Cento con Dante e don Luca
Mettersi in cammino sulle orme di Dante. Don Luca Ravaglia, 57 anni, parroco di San Savino, da dodici anni partecipa alla 100 km del Passatore. Sudore, fatica e gambe che a ogni passo diventano pesanti come macigni. A sostenere il cammino, esperienze uniche che arrivano al corpo e allo spirito: la meta che pian piano, da irraggiungibile, si fa più vicina, i luoghi contemplati nel silenzio, il sostegno della gente.
E la preghiera. Per don Luca la Cento diviene ogni anno l’ occasione per vivere un pellegrinaggio spirituale nel quale preghiere e riflessioni accompagnano i
luoghi attraversati. È proposto così un libretto (disponibile sui siti 100kmdelpassatore.it e parrocchiasansavino. it) che affronta una tematica legata al magistero della Chiesa o a un santo: dall’ enciclica Laudato si’ a san Giovanni Bosco, e i luoghi più significativi del percorso diventano occasione per fermarsi nella preghiera, prima di ripartire.
«A causa della pandemia, le ultime due edizioni le ho svolte fai-da-te, trovando percorsi alternativi, ma tenendo viva questa tradizione – spiega il sacerdote – e
quest’ anno ho deciso di dedicare la Cento a Dante, toccando i luoghi più significativi della Commedia accompagnato dalla Candor Lucis Aeternae di papa Francesco». Come mai la scelta di Dante? Anche se la Cento quest’ anno non si può fare, Dante si merita lo stesso la dedica di una Cento “ideale”. Dante è nato
a Firenze ed è morto a Ravenna e con la sua vita unisce la Toscana e la Romagna, un po’ come la Cento. Poi Dante ha camminato tanto: basta osservare le tante località che elenca, i panorami che descrive anche nel dettaglio, di qua e di là dall’ Appennino. Conosce le salite, i monti, le valli, le selve, i cieli stellati.
Conosce le fatiche del cammino, i rischi, gli smarrimenti, le paure. Ma anche le gioie, gli slanci, le energie ritrovate: parte affaticato ma cresce il suo vigore lungo il cammino e arriva volando. Il cammino diventa per lui metafora della vita: cammino di speranza dalle tenebre alla luce, dallo smarrimento al ritrovato desiderio, verso una conoscenza più vera di Dio, del mondo, di se stesso.
Quale tragitto percorrerai? Ho pensato in particolare all’ Inferno come discesa e al Purgatorio come salita. La partenza avverrà da una caverna, la grotta Tanaccia di Brisighella. Proseguirò poi scendendo fino alle campagne faentine, alla Castellina di Pieve Cesato (dove è avvenuto l’ episodio di frate Alberigo e della «frutta del mal orto») e poi percorrerò parte del cammino Viae Misericordiae, arrivando a sera, salendo, fino all’ eremo di Montepaolo. E il giorno dopo? Mi recherò nel ravennate. Partirò da Lido di Dante, all’ alba per poter ammirare «il tremolar de la marina», poi mi dirigerò alla pineta di Classe, ai mosaici delle basiliche e alla tomba di Dante. La vera tappa conclusiva sarà il Mausoleo di Galla Placidia, dove è presente una delle immagini più rappresentative dell’ «Amor che move il sole… ».
Al di là delle celebrazioni, come prendere ‘sul serio’ Dante oggi? Il nostro mondo è molto diverso da quello di Dante, ma è importante cogliere l’ approccio con cui lui guarda alla situazione del suo tempo. Ci sono esperienze, come quella dell’ esilio, molto attuale oggi per tanta gente. E poi le sue critiche all’ economia del tempo, dove il fiorino è diventato un idolo. Un’ altra cosa è il fatto che Dante affronta e chiama il peccato con il suo nome, senza fare sconti. Più grande del peccato è però la misericordia a cui è sempre possibile affidarsi. Inoltre Dante non cammina mai da solo, ha delle guide, punta sulla responsabilità e libertà personale, ma il suo è un cammino che gli è concesso dalla grazia.
Cosa significa percorrere 100 chilometri? Il clima di gioia alla partenza. Poi il vivere momenti di condivisione della preghiera nei luoghi di ristoro gestiti dai circoli parrocchiali, di notte. Un cammino fatto insieme e la natura vissuta nel silenzio. Nel 2018 dopo aver percorso la Cento in 19 ore, sono arrivato al traguardo domenica alle 10. Sono corso in parrocchia e, dopo una doccia veloce, ho celebrato la messa delle 11. Per fortuna che ha tenuto l’ omelia il diacono, altrimenti sarei crollato. (Samuele Marchi)

Condividi questo post