IL PASSATOR ZOPPINO E ALTRO

IL PASSATOR ZOPPINO E ALTRO

Gambe buone a tutti! Innanzi tutto scusatemi se il mio racconto del Passatore lo faccio dopo quasi un mese ma il mio lavoro (condizionatori) in questo periodo mi mette a disposizione solo poche ore libere e gestire una vita da single oltretutto podista in si ‘poco tempo non è impresa facile.

 

Allora stasera ho deciso: non stiro e non rassetto casa,  spengo il telefonino, apro il pc, mi verso un Baileys on the rocks e raccapezzo  i ricordi da buttare giù sulla tastiera.

Già…ricordare e pensare…proprio come faccio sempre nei  lunghi chilometri nella magica sera del Passatore tra Casaglia e Marradi, e poi  verso Brisighella. In quel tratto pallosissimo di 27 km che non finisce mai,  mentre le gambe frullano praticamente da sole, hai tempo di pensare a tante  cose.

Io mi diverto sempre ogni anno a ripassare un po’ la mia  storia. Frullano un po’ male le mie gambe però. Dalla Strasimeno un fastidioso  dolore alla caviglia sinistra mi fa correre male e zoppicando, avrei dovuto  fermarmi un po’e farmi vedere da un bravo segaossa ma, da buon podista con la  testa da podista cioè dura come il marmo, ci ho messo su, oltre alle solite  corse brevi, pure la 50 di Romagna e un paio di “normali” maratone. Così, alle  3 di sabato pomeriggio parto da Via De’Calzaiuoli , con i miei compagni del CAI  Pistoia Alessandro Tonino e Stefano e l’aggregato Lucio, zoppicando come il  gobbetto di Notre Dame. C’è di buono che dopo una ventina di km, muscoli e  tendini mi si scaldano e vado via “abbastanza” regolarmente. Ma torniamo ormai  a dopo la Colla  con la mia storia, sui primi 50   km farò qualche escursus per strada. Parto dai ricordi  che il magazzino del cervello mi rende cercando in fondo al baule dei miei  primissimi anni di vita. Riesco ad arrivare quando avevo 3anni e per ogni anno  cerco un episodio da ricollegare ad esso con certezza. E ci riesco sempre,  pensa te che neuroni! Lo ritengo un buon allenamento per la mente, oltre che un  modo efficace per passare tempo e chilometri, al pari delle ripetute e del  fartlek per gambe cuore e polmoni. Eccomi in prima  elementare, e dopo Casaglia superando Alessandro Vignozzi il podista scalzo, a Vado di Setta (BO), e al 60°km, con la maestra Giovanna Natorietti (una  bonazza 40enne con in faccia 3chili di cerone e pitturata come Toro Seduto Mastrolia,  che ad ogni mia parola non richiesta mi rinquartava uno schiaffazzo con tutti  gli anelli della sua manaccia ben manicurata. (era il ’63 e noi cinnazzi (bambini)  ne prendevamo anche dal sacrestano).  Poi  i due anni passati a Ca’ di Landino sugli Appennini a circa 5 km dal Santuario di  Boccadirio… a proposito: Mica  mancherete di venire a fare la maratona SALUTE E VITA  che la prima Domenica di Luglio parte da  Prato e proprio lassù, tra fede ed abetaie arriva? Non ci provate o vi vengo a  prendere per le orecchie! Intanto andate sul sito di Piero www  pierogiacomelli.com a vedere di che si tratta e scaricare un po’ di foto  gratuite di corse.

Tornando ai miei ricordi… finendo la discesa dopo la Stazione di Fantino  attorno al 60°km,ecco quello dell’eclisse  di sole del ‘63 e quello del tratto fatto a piedi ogni giorno col sole o con la  neve, a volte anche di corsa inseguito dal cagnaccio rognoso della vedova  Bugamelli, per andare e tornare dalla scuolina multiclasse dove ci ho fatto la 2 a e 3 a elementare. Intanto, anno dopo anno, arrivo a Marradi. Lì  ci trovo i miei compagni del mio GP, Maglione Salvatore e Domenicali Uberto,  che mi aspettano per valutare il mio stato comatoso. “tutto bene? vuoi qualcosa  Carli?”  “si: un RED BULL fresco!” “e che  è ‘sto RUBBULLE?” chiede in puro accento Irpino Salvatore. “ Tussa’na sega te  che cosa prendono i giovani” risponde Uberto. “E’ una bibita energetica, la  trovate al bar, io vado a farmi un massaggio” e mi infilo nel covo della Croce  Rossa in fondo alla piazza a farmi levare un bottiglione di acido lattico dalle  sapienti mani dei massaggiatori. Già che ci sono ci schiaccio una pennichella  di 5 minuti secchi. E alla ripartenza… WOW! Ma mi hanno trovato il RED BULL fresco per davvero! Me lo tracanno con gaudio  per la mia ugola e con disperazione del Dottore Romagnolo che mi osserva. “bevil bàn pian ch l’è fradd e po’t vegn un’  azzidant!!” ( bevilo piano che è freddo e poi ti viene un accidente!). Ma  ormai ho seccato la lattina e sono schizzato già fuori del paese. Sono le dieci  passate e ci sono un sacco di ragazzi nei locali ed in giro a vivere la loro  età. Ma non ce n’è uno che si permette di prendere in giro questi strani  personaggi che da sette e passa ore pestano l’asfalto e ce ne avranno per altre  3 almeno, anzi sono in tanti che ci danno un “forza!” o un battimani o un  “Bravo!”. Sono episodi che ti fanno un piacere enorme. A proposito di episodi…  nel buio della statale e con la mente nella  mia infanzia  mi ritrovo in 3a elementare  dove, a causa di un ciocorì avariato, mi prese in classe una mossa  fulminante  di corposciolto con  conseguente squacquera nelle braghe e esposizione al pubblico ludibrio. Rifuggo lo spiacevole evento e dopo altri 5 anni, già in 3a media nel ’72 frequentata  nelle stanze dell’ex chiostro medioevale nella Badia di S.Salvatore di Vaiano, mi  fermo al ristoro di S.Adriano, mi faccio un caffèttone e, di forza, una fettina  di pane e marmellata. Non mi va nulla di solido e berrei solo acqua gasata che  di solito non uso. Ma  l’acqua gasata  l’hanno finita, così come, anche in altri ristori più avanti, hanno già finito  altri generi di conforto. Io ho imparato a non prendermela più di tanto, anche  per rispetto dei tanti volontari lì da ore, e berrò qualcos’altro. Penso però  che sono circa 200° e dietro di me ce ne sono almeno altri 700. Se così vanno  le cose gli ultimi troveranno poca roba e, come gli anni passati, si  inkazzerano come jene.

Riparto, zoppicando sempre per i primi 200 metri con il mio  piede dolente dalla partenza, e mi rituffo nel buio profondo senza luna. Sono  nel bel mezzo di quel tratto più lungo già citato della corsa che non finisce  mai. Ripasso definitivamente ed incoraggio Alessandro Vignozzi. Bigio il  ristoro di S.Cassiano e, km su km tra concerti di ranocchi e gufi, sorpasso un  bel po’di podisti tra i quali anche il megasupermarathonman Antonio Mammoli e  sorpasso pure i ricordi della mia  adolescenza sfigata passata a Vaiano (Po)su una vespina 50 verde con i ragazzi  della Parrocchia e con un parroco che, nonostante non abbia mai legato molto  con  il Clero, ricordo sempre  piacevolmente: Don Santino Brunetti poi diventato parroco di Maliseti di  Prato.

Strada Casale…il 1974  quando al CAI di Prato eravamo un manipolo di appassionati corsaioli e fondammo  il locale Gruppo Podistico. Tra noi c’era Roberto Giacomelli, ossia il mitico e  compianto “Bulletta”.  …. Transito a Fognano… ed il servizio Militare fatto nei luoghi del terremoto del Friuli… ed i ragazzini al ristoro che si danno daffare con un entusiasmo da ammirare.  Le loro mamme che li vogliono portare a dormire ( ma  sono più loro a cascare dal sonno): “ Francescooo…Lucaaa… andiam chl’ è  l’unaaaa” “ Ma mamma! Ora non posso micca! ciò da dar la roba ai coridori! Non  vedi quanti n’arivano…hanno bisogno di mangiare e vè mò lì… stanno finendo gli  integratori! Poi domattina l’è domenica e si dorme…Alessia, metti mo’ ben le  fette con la nutella, an gnè brisa più ” Fantastici! Bravi!! Or si comincia  a vedere in lontananza la rocca illuminata   di Brisighella. Quella rocca è sempre un bel segnale, come un cartellone  che ti dice: ”Vai che ormai è fatta… sei alla fine… hai gli ultimi 13 o 15 km…  falli tutti di un fiato che hai un bella doccia… fredda!  Eh no,   questa volta non mi fregano! Arrivo in Piazza e filo subito, ancora bel  caldo e sudato, nel pulmino navetta così almeno alla Palestra la doccia la  sopporto ( tanto sicuramente sarà gelata). Gli  ultimi ricordi finiscono con i fantastici mondiali dell’82 ed il viaggio in  Ungheria con altri due sfigatissimi amici alla disperata ricerca di un amore,  come dice Guccini nel suo vecchio brano “Bologna”, anche solo ancillare. Tanto  poi  io non cuccai un’ostrega manco lì…poi  al ristoro di Brisighella, tornato quest’anno nella piazza centrale, mi concedo  100 mt camminando per affrontare gli ultimi 12 km. Forza ragazzi! Via che  in un’altra oretta ce lo finiamo (il Passatore)! “Si! Con‘sti du’ maròn!” mi dice un podista di chiara provenienza  locale. Ma questo… tra il buio e la luce gialla dei lampioni al sodio che ti  fan la pelle verde…mi par che lo conosco… ha la maglia del Supermarathon club…  Bho…sono troppo fatto per strizzarmi il cervello ora, non cerco più nemmeno di  ricordare il mio passato. Sono solo concentrato a grattare le ultime forze dal  fondo del barile per arrivare alla svelta alla fine. È stata dura anche  quest’anno, lo è stata dall’inizio per me. non l’avrei nemmeno dovuta fare con  un piede malmesso. Una 100 non si può fare se non sei in perfette condizioni o,  almeno, non la puoi fare decentemente e con gusto. A Borgo S.Lorenzo ho preso  un mezzo Aulin e un altro alla Colla. E quant’acqua ho bevuto oggi! E quanta me  ne sono buttata sul testone e sui piedi bollenti! Ha fatto un caldo boia. Meglio  dello scorso anno certo, ma sempre pesante soprattutto in quel tratto tra Borgo  e Ronta dove il sole del pomeriggio ti picchia duro addosso. Poi a Ronta il  discorso cambia radicalmente quando entri nell’ombra e nel fresco della vallata  del torrente Ensa. Ma anche entri nel fumaccio nauseabondo dei soliti  “intelligenti” che intasano la strada per seguire alcuni podisti piazzandosi  dietro di loro con auto e camper o fermandosi in posti assurdi bloccando anche il ciborio (Il peggio del peggio è però  sempre al passo della Vetta le Croci). La salita prima di Razzuolo per me è più  dura di quella della Colla e proprio lì, spingendo, il dolore al piede si fa  sentire di più. Sempre a Razzuolo un primo massaggio scongiura un pericolo di  principio di crampi. Prendo una boccata di Sali colorati che quasi sputo in  faccia, stile Totò, al volontario del ristoro. Hanno un sapore orribile!  Faranno anche bene ma preferisco i crampi! Meno male che alla Colla, dove  arrivo abbastanza velocemente prendendo l’ultimo sole, ho mandato il cambio e  due bustine del mio integratore.

Ohè!…ma sono arrivato ad Errano! Ho fatto questi 6 km in un attimo, assieme ad  una bella ragazza bionda vicentina, che poi si piazzerà 12a “tirandoci” a  vicenda. Manca l’acqua gasata anche qui e allora riparto claudicando con la mia  gamba e mezza, tic-troc, tic-troc, tic-troc, tic-troc…. dopo un ultimo tè e una  zolletta di zucchero per la fiammata di energia finale Ancora mezz’ora circa,  tutta dritta, dritta, dritta…poi finalmente l’incrocio che ti butta a destra e ti  mette sul viale dei due km finali. In fondo laggiù lampeggia un altro semaforo.  È quello dell’incrocio del Corso che ti porta in Piazza del Popolo Al cartello  dell’ultimo km comincio il countdown ogni 100 metri.   Vai, vai, vaiiii! Nonostante la caviglia mi  si sia anche gonfiata come un popone, ho lasciato indietro la biondina e quel  tale conosciuto, oltre ad altri 10 circa, la Piazza del Popolo si apre con un mega arco  gonfiabile dei cerotti illuminato. Peter Pagliai ed alcuni altri amici presenti  in piazza mi applaudono e finalmente, dopo 11 ore e 41’mi suona il biip del chip che dichiara ufficialmente  finito anche questo Passatore con una dignitosa, viste le condizioni, 195a  posizione. Scarico l’adrenalina con un salto ed un calcione ad una transenna. Sì,  un calcione ben dato! Ma da bravo fesso lo tiro con il piede balengo provocandomi  la fuoriuscita di un florilegio di colorite eresie. Salgo la rampa del palco e  i ragazzi mi danno la medaglia mentre in fondo alla piazza vedo entrare anche  quel tale con gli occhiali che non mi ricordo chi sia…bho… fa niente! Ci  complimentiamo e, mentre scendo le scalette come uno sciancato, un  agghiacciante urlo di guerra si eleva dall’arrivo: “…E STASERA SI TROMBAAA!!”. Ma và … Ma ecco chi è lui  lì!! Il mitico Gemma Lorenzo! Però, bel tempo che ha fatto anche lui…  complimenti! Si vede che tutte le sue tr…… lo caricano bene!

Il mio amico Lucio De Chigi è li sotto la tenda del ristoro.  Non ce l’ha fatta nemmeno quest’anno a stare sotto le 10 ore. L’E’stiupà per il caldo anche lui.  Pazienza… Faremo meglio tutti e due nel prossimo…  io, come promesso, mi infilo subito nella  navetta che porta alla ormai conosciuta   palestra della  Cavallerizza per  farmi la doccia prima di raffreddarmi. Non domando nemmeno come è l’acqua tanto  la risposta è scontata.

Infatti è fredda!  Però…Fredda  sì, ma non gelata. È di una temperatura che, appena ci vai sotto ti fa tirare  il solito accidente ma poi ci stai bene… molto bene…  un piacevole frescolino che varia in una sensazione  termica gradevolissima. Un “I feel good” dal quale non ne  vorrei uscire. Infatti Ci torno sotto un altro paio di volte appena un getto si  libera. Ma devo rispettare chi, come me, ha appena fatto 104km (e non 100) e  reclama il giusto e salutare lavacro. Ora , pulito e rinfrescato, mi metto  sotto le cure delle Crocerossine che non ringrazierò mai abbastanza per la loro  disponibilità e cortesia. Sono  le due di  notte e loro, volontarie d.o.c., sono lì a massaggiare da ore.

Sembra andare tutto per il meglio quest’anno nel dopo corsa  ma… una magagna salta fuori. Sul parquet della palestra ci sono solo una  trentina di brandine contro il centinaio degli anni scorsi. Gli atleti  giustamente reclamano e c’è chi si arrangia. Io mi prendo un paio di scatoloni  e, stile barbone, mi appresto a stenderci su il mio telo da bagno umido. Una  ragazza volontaria dai modi straordinariamente gentili mi procura una coperta. C’è  anche il barbuto e sempre presente Dottor Marano che ci autorizza a prelevare  un paio di brandine dalla zona massaggi, grazie Doc. Così io, Lucio e la sua  Ragazza Barbara, che lo ha assistito in bici da Ronta, troviamo da riposare le  stanche e provate membra.

La mattina dopo torniamo in Piazza e ci tratteniamo a  chiacchera con i vari nomi noti e non con autografi vari da Orlando PizzoWhat e  da altri big. Vengo poi a sapere due cose discorrendo con Tatiana, la gentile e  bionda segretaria dell’organizzazione che l’anno prima mi ha tenuto da parte  per un anno un premio vinto al Trittico delle ceramiche, primo che dopo vari  anni hanno scoperto che la caldaia delle docce alla Cavallerizza è attivata da  un programmatore che la spegne ogni sera e che quest’anno è stato finalmente  bypassato; secondo che il disguido dei giacigli in sala di riposo è dovuto, se  ho capito bene, all’indisponibilità di brandine da parte della Croce Rossa che  di solito ne fornisce un tot ma  che  quest’anno aveva impegnato in altre operazioni. Onestamente non me la sento di  colpevolizzarla  più di tanto e con essa  tutti i suoi volontari anzi, dobbiamo ringraziarli di cuore. Loro che, fin  dalla partenza di Firenze, si sono impegnati a decine e decine con  disponibilità ed assoluta competenza. Lo dimostrano tutti i massaggiatori, le  strutture mobili, i dottori ed infermieri e tutti gli assistenti che, al minimo  cenno di fiatone, ti si fanno d’intorno a sincerarti delle tue condizioni.. lo dimostra  anche, tra i tanti argomenti, il tavolo della palestra adibito a farmacia dove  sono sempre presenti tutti i prodotti, farmaceutici e parafarmaceutici,  necessari per sopperire ad ogni evenienza di problemi ai podisti. In bella  mostra anche un defibrillatore che, mi dicono, hanno anche nei presìdi su tutto  il percorso. Oltre al già citato Dr.Marano, da anni flemmaticamente  presente per tutta la notte a recuperare  svenuti e collassati, bucare vesciche e lenire crampi e mal di pancia, e i  volontari provenienti da varie sezioni vanno ringraziati anche i massaggiatori,  veri pompieri toccasana per i poveri muscoli infuocati dei podisti. I miei  compagni del GP CAI PISTOIA, Alessandro Balli, Puzio Antonio e Pancani Stefano  arrivati alle prime luci della Domenica, mi hanno chiesto con particolar calore  di ringraziare in questo articolo i ragazzi del presidio di Casaglia che “Ci  hanno rimesso al mondo con quel massaggio, altrimenti la finivamo a  strasciconi…” . Aspettiamo gli ultimi arrivati, degni di rispetto e  complimenti come e se non di più dei primi, e poi i riti delle premiazioni. I  podi hanno nomi tutti italiani e vedono Giorgio Calcaterra, alla sua prima  vittoria in questa gara, mentre nel femminile un tris di deliziose signorine si  potrebbe riassumere in una sigla che si ripeterà sicuramente in futuro in altre  imprese. Il trio MPM. Monica (Carlin), Paola (Sanna) e Marialuisa (naturalmente  Costetti) il cronometro le ha messe in fila ma sono alla pari nel gradino più  alto del podio dei sorrisi.

Una birra e tutti a casa ora. Sicuramente una bella edizione  e sono contento della mia 50a  tra  maratone ed ultra. Ora sicuramente devo sistemare il piede disastrato.  L’ortopedico mi darà antinfiammatori, ghiaccio e riposo assoluto.  Occhei! Che riposo sia… fino alla nostra  Pistoia Abetone!

Vi aspettiamo e Gambe buone a tutti!

Spero di rifare il Passatore…  ma sì, va’là!

Nonostante l’anno scorso mi  son detto: ”BASTA! quest’altro anno non lo rifaccio!”
Nonostante sia mezzo rotto
Nonostante abbia un paio di  chili di troppo
Nonostante tutto…Rifaccio il  Passatore anche quest’anno.
Spero di fare un tempo almeno  decoroso, ma sarà ben difficile con un altr’anno sul groppone.
Spero di stare davanti a  Lucio De Chigi. Speranza già persa per la ragione di cui sopra.
Spero di stare sotto le 10  ore. …Lasciamo perdere…
Spero che sia una bella  giornata calda da sudare e una notte tiepida per godersi la Piazza del Popolo vedendo  arrivare i compagni podisti fatti e strafatti come me.
Spero di non andare in crisi  anche questa volta col caldo a Borgo San Lorenzo.
Spero che la mia amicona  Franca Tosi faccia il suo 1° Passatore. Che lo finisca è scontato!
Spero che l’organizzazione  sia buona come sempre. Buona, ma per arrivare all’ottima spero…
…Spero che finalmente  squalifichi i “furbi” che salgono in macchina o camper e/o che si fanno seguire  passo-passo da macchine appestandoci l’aria coi loro gas di scarico. …Perché spero che, se arrivo  oltre la 100a posizione,  non mi facciano  fare la doccia gelata come anni fa, col custode (dipendente comunale e non  volontario) arrogante e maleducato della palestra che campa la scusa pietosa  che “sennò vi viene un collasso”. Se dicesse chiaramente che per motivi vari  non possono dare una doccia perlomeno tiepida a chi arriva (e ha pagato) dopo  le una, farebbe una più bella figura. Sappia il “signor esperto” che quasi  tutti quelli che finiscono il Passatore hanno sul groppone decine di maratone  ed ultra, si sono sempre fatti la doccia calda alla fine di una gara e non è  mai loro successo nulla di spaventoso.
Spero di rifarmi poi  risistemare dal “Dr. Marano Team” e massaggiare da quella crocerossina moretta  dai modi cortesi e delicati, come tutte, che  pareggiano il conto col custode.
Spero di tornare a casa con le tre bocce dei  vini, il che vuol dire che l’ho finita, ed un’altra carica di endorfine regalo  di 100 km  di corsa.
Spero poi di dire: BASTA!  quest’altro anno non lo rifaccio!” Gambe buone e buon Passatore a  tutti.

Raffaele Carli’ – 2007

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